giovedì 24 ottobre 2013

Compleanno

Ieri è sato il mio compleanno. 47. Mi spaventa un po' vedere il numero così scritto. Mi sembrano tanti. Li sento, sì. Però soltanto perché fisicamente non ho la stessa resistenza di un tempo fa. Invece l'animo, la grinta, l'entusiasmo sono quelli di sempre, quindi non me li sento questi 47 anni. Mica pensavo fare un post per questo motivo. Però ieri è stata una giornata bellissima che vorrei raccontarvi.
Mi piaceva especialmente festeggiare i 47. Perché? Forse per snobismo, forse perché tutti festeggiano i numeri tondi (30, 40, 50...), forse perché è un numero primo, che ne so! E questa estate ho detto: me ne andrò con le mie amiche ad un centro di benessere per un fine settimana! Poi, ovviamente, la realtà si impone. Come faccio a organizzare e, soprattutto, a pagare? Impossibile. Bho! Quindi, lascio perdere l'idea pazza e festeggierò con la famiglia il fine settimana.

Però, c'è stato qualcuno a cogliere le mie parole. Cos'è successo? Dopo una giornata impegnativa al massimo arrivo a casa stanca morta e penso soltanto a preparare un po' di cena e a coricarmi. Suona il telefono: una amica che mi chiama per farmi gli auguri. Mentre sto parlando con lei, sento il citofono. Fra poco, mio marito viene a cercarmi: scusa, ti stanno aspettando. Ho pensato che fosse mio fratello. Però, no! Erano le mie quattro amiche dell'anima!! Certo che, tranne una di loro, durante tutta la giornata non mi avevano detto niente. Ecco il mistero! Erano tutte lì con i regali.

Penserete, come io ho pensato, che si erano messe d'accordo per farmi questa sorpresa. Invece, no! Era stato propio mio marito che ha voluto far diventare realtà il mio sogno, almeno in parte. Gli ha chiesto di venire, ha prenotato un tavolo in una pizzeria e ci ha pagato la cena!! Non è stato un centro di benessere, però che c'entra! Mi sono sentita molto bene! Penso che lui abbia avuto un pensiero carinissimo e la sorpresa è stata bellissima. Quindi all'improvviso ho dovuto indossare un abito e andare a cena con loro ^_^
Che sacco di risate!! Gli ho raccontato la mia idea pazza del centro di benessere e si sono emozionate. E abbiamo fatto una promessa: risparmieremo durante due anni per andare ad un centro del genere.
Dove? Chi mi conosce bene lo sa già: in Italia, ovviamente!!

Conoscete qualche albergo con spa dove si possano fare massaggi, trattamenti anti stress e mangiare bene? Accetto proposte volontieri!

domenica 6 ottobre 2013

Vi devo una spiegazione

Cari lettori miei,

sono molto più assente da quanto vorrei. Perfino mi è passata per la mente l'idea di finire quest'avventura, però so che mi mancherebbe troppo il contatto con tutti voi e con l'Italia. Quindi, non penso smettere, però probabilmente sarò più presente nei vostri blog che nel mio.

I motivi? Soprattutto uno: mi sono iscritta ad un master di lingua e letteratura catalane (in realtà solo alla metà del master, l'altra metà la farò l'anno prossimo). Per il momento, però, Italia e l'italiano non mi abbandonano. Una grande quantità della bibliografia riportata appartiene ad autori italiani (siete famosi come editori e critici). E poi, l'insegnante di letteratura del medioevo ci ha parlato di Dante, di Ariosto, di Boccaccio... E ancora voglio confermare la mia ipotesi che ci sono delle coincidenze fra un autore catalano dell'ottocento e il vostro Giovanni Verga. Appassionante, vero?

I romanzi comprati quest'estate in Italia sono sullo scaffale. So che arriverà il giorno in cui potrò prenderli e intrufolarmi nelle loro pagine per scoprire nuove storie e personaggi. Nel frattempo mi tufferò nei classici. Ogni tanto conviene.

Un forte abbraccio per tutti.

mercoledì 11 settembre 2013

Una giornata speciale



Oggi è un giorno festivo in Catalogna. 299 anni fa abbiamo perso una guerra contro la Spagna, ci hanno tolto le nostre istituzioni e ci hanno vietato la nostra lingua. Non voglio dilungarmi nella spiegazione di quei fatti, soltanto une parole di omaggio alle persone che quasi trecento anni fa hanno lottato per il loro paese, per il nostro paese, per la libertà.

Oggi i 400 chilometri che vanno da nord a sud percorrendo tutta la Catalogna si riempiranno di persone di tutte le età per far sapere al mondo che il nostro popolo vuole ricuperare quella libertà persa. E vogliamo farlo pacificamente. Perciò ci prenderemmo delle mani e faremo una catena umana. La nostra non è un’azione contro nessuno, è un’azione a favore della democrazia. Per il momento l’unica cosa che si chiede è poter fare un referendum popolare per sapere se la gente se vuole avere un paese libero e indipendente. Però nemmeno questo ci lasciano fare. Speriamo che quest’atto sia visto come un grido alla libertà, al diritto di decidere dei popoli e al rispetto.

Spero anche che la stampa internazionale trasmetta la notizia e le immagini di un popolo

che, attraverso tutta la sua geografia, une le mani in un simbolo di fraternità e di sforzo per costruire un nuovo paese.

VISCA CATALUNYA!!!

martedì 6 agosto 2013

Radiatori ai quattro formaggi



Chi è il miglior cuoco, quello che sperimenta con gli ingredienti fino al punto che non si riesce a indovinare cosa c'è nel piatto oppure quello che sa sfruttare al massimo i prodotti di sempre, quegli stagionali e tipici di ogni cultura?

Io preferisco il sapore e l'aroma degli ingredienti naturali, che mi trasportano alla fanciullezza e sono fiera di riprodurre ricette di mio nonno (era lui chi cucinava a casa), di mia madre e perfino di fare una sorta di fritelle che cucinava una mia bisnonna.

Durante i giorni passati in Toscana ho avuto la fortuna di assaggiare i piatti di una cuoca eccezionale, la nonna della mia amica Federica. In Catalogna si trovano abbastanza tippi di pasta, però non pensavo trovare radiatori e invece li ho trovati, propio accanto a casa. E oggi ho fatto radiatori ai quattro formaggi. Una ricetta semplice ma saporosissima. Cosa ho da raccontare a voi italiani che siete i re della pasta? Nulla, ovviamente, però sono contenta di poter parlarvi di questo piatto che la mia famiglia ha apprezzato tantissimo. L'entusiasmo è stato unanime!!

 Il sacchetto di radiatori.

Tre formaggi.

 I radiatori lessati.


 I radiatori ai quattro formaggi.

DA LECCARSI I BAFFI!!!

giovedì 1 agosto 2013

LA SCUOLA DEGLI INGREDIENTI SEGRETI



Si tratta del romanzo di esordio di Erica Bauermeister, un’autrice statunitense che è vissuta per un tempo in Italia. Nella scuola degli ingredienti segreti, Lillian, che ha un rapporto speciale con la cucina, è convinta che il cibo sia un linguaggio. Secondo lei, con il cibo si possono esprimere sentimenti come l’amore, il desiderio, l’amicizia, il perdono...

Così, durante il corso di cucina che si svolge nel suo ristorante, il lettore si approccia a la storia personale degli otto allievi e al modo in cui gli ingredienti interagiscono con loro. Anche se non è un libro di cucina, questo romanzo è una lettura poco impegnativa da leggere sullo sdraio in spiaggia, ed è perfetto per far venire l’acquolina in bocca.

domenica 21 luglio 2013

Cos'altro si può aggiungere?

Sono tornata. Rilassata, felice, encora un po' più innamorata dell'Italia. Ritorno proprio intenso: fare la spesa, sistemare la casa, ritrovare famiglia e amici. Ieri siamo andati a prendere la mezzana, oggi la piccola. Questa sera saremo tutti insieme dopo quindici giorni.

E io sono stata a Colle di Val d'Elsa. Nel cuore della Toscana. Da Federica. E cos'altro posso aggiungere a tutto quello che lei ha ormai raccontato in questo delizioso post? Lo so: un enorme


                             GRAZIE

per l'accoglienza
per la conversazione
per la compagnia
per non farmi sentire un'ospite ma una in più della famiglia
per la sua fiducia in me
per i segreti condivisi
per le risatte
per le esperienze vissute
per...

La lista sarebbe davvero interminabile.

Vorrei riabbracciarla. Vorrei ricambiare. Accogliere lei e la sua famiglia da me. Speriamo che gli astri ci siano favorevoli. Credo di sì perchè lei è proprio una stella scintillante.

giovedì 11 luglio 2013

Il risultato



È arrivato il voto da Roma. Ci voleva un 60 per essere promossa e ho avuto un 84. Sono contenta, sì. Però dopo l’entusiasmo del primo momento ho provato una grandissima paura. Il livello C2 è praticamente madrelingua e io ho ancora tanti dubbi, faccio tanti errori, mi tuffo nel vocabolario tante volte... “Io solo so che non so niente” disse Socrate, meglio non dimenticarlo altrimenti l’ego va alimentato.

E domani parto per la Toscana!! Non vedo l’ora di staccare la spina, soprattutto dopo una settimana con l’imbianchino per casa.

domenica 30 giugno 2013

Alla scoperta di... Pier Paolo Pasolini



Le cose non accadano per caso. Ieri è stato uno di questi giorni in cui gli astri si sono schierati in un modo particolare, direi quasi magico. Vi racconto per ordine.

1. La mia cara amica Manuela Raganati ha pubblicato il suo primo libro, l’ibook Lo sguardo urbano di Alì dagli occhi azzurri, un saggio che lei definisce come un “viaggio all’interno della Roma di Pier Paolo Pasolini”. Alì dagli occhi azzurri (1965) è una raccolta di racconti, Manuela ne ha fatto lo studio e ha aggiunto numerosi materiali bibliografici e multimediali per approcciare ai lettori uno dei grandi profeti di sempre, uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi. Un’opera ben scritta e curata sin nel minimo particolare che intravede una grande scrittrice. Tantissimi auguri per quest’opera di esordio!




2. Dal 23 maggio al 15 settembre del 2013, il Centre de Cultura Contemporània de Barcelona presenta la mostra PASOLINI ROMA. Ieri ci sono andata con un gruppo di studenti del Centro Culturale Ama l’Italiano dove frequento le mie lezioni.
La mostra è un approccio allo scrittore e regista italiano Pier Paolo Pasolini (1922-1975) nei confronti di Roma. Così il visitatore si avvicina a tutto quello che definisce Pasolini: la poesia, la politica, il sesso, l’amicizia, il cinema, l’impegno civile.
Cesare, una guida eccezionale, ci ha portato per tutto il percorso delle sei sezioni cronologiche che corrispondono a sei tappe vitali e creative di Pier Paolo Pasolini. Inizia con l’arrivo a Roma nel 1950 e chiude a novembre del 1975, quando fu assassinato sulla spiaggia di Ostia. Le sue spiegazioni chiare, oserei dire uscite da una profonda ammirazione per il poeta, pure gli aneddoti raccontati hanno fatto che le due ore di durata della visita abbiano scorse rapide.

Oltre la città che l’accolse dopo aver fuggito dal Friul, Roma è uno spazio di riflessione e di lotta. Infatti, a partire dell’osservazione della capitale, Pasolini analizza i cambiamenti dell’Italia e degli italiani degli anni sesanta e settanta.
Paolini fu un personaggio controverso, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi italiana, ma anche nei confronti del sessantotto e dei suoi protagonisti.

La mostra si potrà visitare nel Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 3 marzo all’8 giugno del 2014. Da non perdere.



3. Anche ieri sera si è svolto un grandissimo avvenimento per il mio paese. Un concerto al Camp Nou con 90.000 spettatori e 400 artisti, non solo catalani, ma provenienti anche da Spagna, Germania, Italia e Grecia.

Un gesto della società civile per reclamare, attraverso il linguaggio universale della musica, il diritto del popolo catalano e di tutti i popoli del mondo di poter decidere liberamente e in maniera democratica il proprio futuro. Vi ricordo che l’11 settembre 2012, più di un milione di persone manifestarono a Barcellona con il desiderio di poter esercitare la propria sovranità e diventare stato indipendente. Il concerto per la Libertà vuol essere una nuova occasione perchè la voce del popolo sia ascoltata dentro e fuori la Catalogna, ma vuole essere anche un avvenimento che contribuisca a implicare tutti nella costruzione del futuro dell’intero paese.

Il concerto è stato grandissimo successo che servirà per avere più forze per la catena umana prevista per settembre e per raggiungere l’obbiettivo della consulta. 



Vi chiederete che cosa c’entra il punto 3. Leggete questo brano scritto da Pasolini, che appena ieri non solo mi è apparso come un ammiratore e traduttore di autori catalani ma anche come un difensore della mia amata lingua.

“La dittatura fascista di Franco ha condannato la lingua catalana al più duro ostracismo, spungendola non solo dalla scuola e dai tribunali, ma dalla tribuna, dalla radio, dalla stampa, dal libro e perfino dalla Chiesa. Ciò nonostante gli scrittori catalani seguitano a lavorare nelle catacombe in attesa del giorno, forse non lontano, in cui il sole della libertà splenderà di nuovo su questa lingua, erede della provenzale, che fu la seconda in importanza –dopo l’italiano– nel Medio Evo e che oggi è parlata in Spagna, in Francia (Pyrénées Orientales) e in Italia (Alghero in Sardegna) da non meno di sei milioni di persone”.

Speriamo che queste sue parole siano pure profetiche!

lunedì 17 giugno 2013

La forza di un abbraccio



La settimana scorsa è stata proprio intensa. Come sapete ho fatto due esami di italiano molto impegnativi. Fra l’uno (lunedì) e l’altro (venerdì), tre giorni dedicati ad accompagnare gli alunni che dovevano fare le prove di maturità. Secondo l’especialità di ciascuno, oltre le materie comune (catalano, castigliano, inglese, storia e filosofia), hanno dovuto fare altri quattro esami. Queste prove si svolgono all’università e glia alunni devono essere assolutamente promossi per poter cominiciare una laurea il prossimo corso. I nervi, non vi dico! Fino al punto che uno dei ragazzi, alto, robusto, barbuto, insomma tutto un uomo malgrado i soli diciassette anni, prima di entrare in aula per svolgere la prova di tecnologia mi ha chiesto un abbraccio. “Teresa, puoi abbracciarmi?” (Qui è normale che gli studenti diano del tu ai loro insegnanti). Dopo un attimino di sorpresa, subito ho detto “Certo! Ci mancherebbe! In realtà io sono qua per questo”. E l’ho abbracciato forte, forte, provando a trasmettergli energia positiva e sicurezza. Mi ha ringraziata ed è intrato in aula.

Ormai sola, avvolta dal silenzio del cortile, ho pensato alla bellezza di quella domanda insolita, al fatto che un gesto quotidiano possa assumere tanta importanza in un momento preciso, al privilegio che è che qualcuno ti ritenga una persona affidabile, insomma a tutto quanto avevo ricevuto da quell’abbraccio inaspettato.

P.S. L’esame di tecnologia è andato bene ;)

mercoledì 12 giugno 2013

Sono qua!

L’esame è finito ed io sono sfinita! Si amici miei, sono proprio alla frutta. Come vi ho già detto, qui il corso scolastico non finisce fino venerdì 21 e mi sa che quest’anno non ce la farò ad arrivare viva alla fine. Comunque sono contenta, l’esame non è andato male, anzi, direi che è andato abbastanza bene, malgrado la stanchezza. Cinque ore di esame (ascolto, competenza grammaticale, espressione scritta, comprensione del testo) di seguito (per fortuna in bagno si poteva andare!) non sono poca cosa. Credo che un 60, voto minimo per passare l’esame, possa raggiungerlo.

Durante l’orale, mi sono perfino divertita. Dopo la presentazione, la prova si svolgeva in due parti. Nella prima ho dovuto scegliere un proveurbio e commentarlo e nella seconda, ho dovuto parlare di quattro vignette in cui c’erano delle barzellette.

Sì, sì avete letto bene, ho scritto provEUrbio!!! Non so come ringraziare Eu e la sua rubrica sui proverbi. Eu, mille grazie, mi sono stati utilissimi!! Il proverbio che ho dovuto commentare non era uno degli elencati da te, però io sono furba e ho saputo portare la conversazione al punto che io volevo. Diceva: “Gli amici si vedono nel momento del bisogno”. Bhe, il significato è chiaro però addirittura l’ho messo in relazione con uno di quelli che tu hai commentato: “Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”.  L’esaminatrice non lo conosceva e me l’ha fatto persino rippetere.

Anche se venerdì devo fare ancora un altro esame perché la certificazione italiana non è suficiente per la burocrazia spagnolocatalana (roba da matti!) mi sento ormai più libera e, dopo aver scritto il post per tenervi aggiornati e non sparire completamente, proverò a leggere con calma i vostri post. 

Un caro saluto!