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domenica 14 dicembre 2014

Alla scoperta di... Eduardo de Filippo




Ieri sera ho visto Le voci di dentro di Eduardo de Filippo sotto la regia di Toni Servillo. “Come?” penserete “questa tizia è in Italia un’altra volta?” No, carissimi amici miei, ieri sera al Teatre Lliure di Barcellona abbiamo potuto goderci il grandissimo lavoro di una compagnia di attori fantastici in una coproduzione tra il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro di Roma e i Teatri Uniti di Napoli.

Un capolavoro di Eduardo e i fratelli Servillo che hanno conquistato il pubblico catalano. È una commedia, sì, però con una certa amarezza. L’autore affronta il tema dell'ambiguità fra realtà e sogno e approfondisce nelle coscienze colpevoli dei personaggi e anche del pubblico. Un’opera scritta nel 1948, un messaggio efficace nel dopoguerra che continua ad essere valido nei nostri tempi perchè tutti siamo vittime dall’indifferenza in un periodo di perdita dei valori spirituali.

Lo spettacolo era sovratitolato in catalano. Meno male, perchè una cosa è padroneggiare l’italiano e l’altra è capire il napoletano per altro pronunciato a velocità supersonica!

Sono assente da moltissimo, lo so. Il master, ecc, ecc, ecc... Questa volta non farò promesse che poi non sono in grado di mantenere. Però questo evento si meritava un post.

Vi mando un fortissimo abbraccio.

mercoledì 23 luglio 2014

La piccola cucina dei sapori segreti





Care amiche, sono tornata dall’Italia. E ormai mi manca. Però per fortuna mi porto dietro bellissimi riccordi, amicizie che si rafforzano ancora di più e qualche oggetto (il diario, un quaderno, una borsetta...) che mi accompagnerà durante l’inverno. Questa volta niente libri. Ho ancora quattro mattoni da leggere e tanto devo finire anche il master.

Prima, però, di parlare delle mie esperienze italiane vi devo la recensione di un libro: La piccola cucina dei sapori segreti di Ada Parellada. È la traduzione di un romanzo catalano e magari è stato un errore prendere un libro tradotto dalla mia lingua. Infatti, io sostengo che, se possibile, si deve leggere in lingua originale, però mi ha proprio incuriosita sia il titolo che la copertina e non ho saputo fare a meno. Al di là de la trama, troppo contorta, troppo prevedibile, con un deus ex machina da evitare, il problema è che nel leggerlo non mi sembra vero italiano. Cioè, le parole sono italiane, però non so se è la struttura della frase oppure una certa artificiosità nei dialoghi che non rendono il testo convincente. Comunque, però, la recensione la faccio.

Alex è un cuoco affamato, ma il suo ristorante perde clienti ogni volta di più. Nessuno riesce a lavorare con lui più di una settimana perché è un tizio scontroso. Addirittura è troppo eccentrico: dai suoi piatti è stato bandito qualsiasi ingrediente proveniente dall'America il che allontana i clienti. È un momento proprio critico e inaspettatamente gli piomba in casa Annette, una ragazza canadese dolcissima, che travolgerà sia la sua vita professionale che personale. Si trovano due poli opposti che si scontrano, litigano, lottano insieme, però che hanno tanto in comune, soprattutto un passato drammatico che li ha fatto così come sono. Tutti e due provano a galleggiare e a superare il dolore che li constringe. Come in cucina, gli ingredienti ci sono tutti: sogni, passioni, intelligenza, amore, vendetta... ed Ada Parellada li ha presi per scrivere questo suo romanzo di esordio.

giovedì 1 agosto 2013

LA SCUOLA DEGLI INGREDIENTI SEGRETI



Si tratta del romanzo di esordio di Erica Bauermeister, un’autrice statunitense che è vissuta per un tempo in Italia. Nella scuola degli ingredienti segreti, Lillian, che ha un rapporto speciale con la cucina, è convinta che il cibo sia un linguaggio. Secondo lei, con il cibo si possono esprimere sentimenti come l’amore, il desiderio, l’amicizia, il perdono...

Così, durante il corso di cucina che si svolge nel suo ristorante, il lettore si approccia a la storia personale degli otto allievi e al modo in cui gli ingredienti interagiscono con loro. Anche se non è un libro di cucina, questo romanzo è una lettura poco impegnativa da leggere sullo sdraio in spiaggia, ed è perfetto per far venire l’acquolina in bocca.

domenica 30 giugno 2013

Alla scoperta di... Pier Paolo Pasolini



Le cose non accadano per caso. Ieri è stato uno di questi giorni in cui gli astri si sono schierati in un modo particolare, direi quasi magico. Vi racconto per ordine.

1. La mia cara amica Manuela Raganati ha pubblicato il suo primo libro, l’ibook Lo sguardo urbano di Alì dagli occhi azzurri, un saggio che lei definisce come un “viaggio all’interno della Roma di Pier Paolo Pasolini”. Alì dagli occhi azzurri (1965) è una raccolta di racconti, Manuela ne ha fatto lo studio e ha aggiunto numerosi materiali bibliografici e multimediali per approcciare ai lettori uno dei grandi profeti di sempre, uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi. Un’opera ben scritta e curata sin nel minimo particolare che intravede una grande scrittrice. Tantissimi auguri per quest’opera di esordio!




2. Dal 23 maggio al 15 settembre del 2013, il Centre de Cultura Contemporània de Barcelona presenta la mostra PASOLINI ROMA. Ieri ci sono andata con un gruppo di studenti del Centro Culturale Ama l’Italiano dove frequento le mie lezioni.
La mostra è un approccio allo scrittore e regista italiano Pier Paolo Pasolini (1922-1975) nei confronti di Roma. Così il visitatore si avvicina a tutto quello che definisce Pasolini: la poesia, la politica, il sesso, l’amicizia, il cinema, l’impegno civile.
Cesare, una guida eccezionale, ci ha portato per tutto il percorso delle sei sezioni cronologiche che corrispondono a sei tappe vitali e creative di Pier Paolo Pasolini. Inizia con l’arrivo a Roma nel 1950 e chiude a novembre del 1975, quando fu assassinato sulla spiaggia di Ostia. Le sue spiegazioni chiare, oserei dire uscite da una profonda ammirazione per il poeta, pure gli aneddoti raccontati hanno fatto che le due ore di durata della visita abbiano scorse rapide.

Oltre la città che l’accolse dopo aver fuggito dal Friul, Roma è uno spazio di riflessione e di lotta. Infatti, a partire dell’osservazione della capitale, Pasolini analizza i cambiamenti dell’Italia e degli italiani degli anni sesanta e settanta.
Paolini fu un personaggio controverso, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi italiana, ma anche nei confronti del sessantotto e dei suoi protagonisti.

La mostra si potrà visitare nel Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 3 marzo all’8 giugno del 2014. Da non perdere.



3. Anche ieri sera si è svolto un grandissimo avvenimento per il mio paese. Un concerto al Camp Nou con 90.000 spettatori e 400 artisti, non solo catalani, ma provenienti anche da Spagna, Germania, Italia e Grecia.

Un gesto della società civile per reclamare, attraverso il linguaggio universale della musica, il diritto del popolo catalano e di tutti i popoli del mondo di poter decidere liberamente e in maniera democratica il proprio futuro. Vi ricordo che l’11 settembre 2012, più di un milione di persone manifestarono a Barcellona con il desiderio di poter esercitare la propria sovranità e diventare stato indipendente. Il concerto per la Libertà vuol essere una nuova occasione perchè la voce del popolo sia ascoltata dentro e fuori la Catalogna, ma vuole essere anche un avvenimento che contribuisca a implicare tutti nella costruzione del futuro dell’intero paese.

Il concerto è stato grandissimo successo che servirà per avere più forze per la catena umana prevista per settembre e per raggiungere l’obbiettivo della consulta. 



Vi chiederete che cosa c’entra il punto 3. Leggete questo brano scritto da Pasolini, che appena ieri non solo mi è apparso come un ammiratore e traduttore di autori catalani ma anche come un difensore della mia amata lingua.

“La dittatura fascista di Franco ha condannato la lingua catalana al più duro ostracismo, spungendola non solo dalla scuola e dai tribunali, ma dalla tribuna, dalla radio, dalla stampa, dal libro e perfino dalla Chiesa. Ciò nonostante gli scrittori catalani seguitano a lavorare nelle catacombe in attesa del giorno, forse non lontano, in cui il sole della libertà splenderà di nuovo su questa lingua, erede della provenzale, che fu la seconda in importanza –dopo l’italiano– nel Medio Evo e che oggi è parlata in Spagna, in Francia (Pyrénées Orientales) e in Italia (Alghero in Sardegna) da non meno di sei milioni di persone”.

Speriamo che queste sue parole siano pure profetiche!

lunedì 22 aprile 2013

Libri e rose per tutti




Un altro Sant Jordi. Un altro 23 aprile. Un’altra giornata primaverile dedicata ai libri, alle rose, agli innamorati.

Tutti quelli che non mi leggevate l’anno scorso dovete sapere che in Catalogna il 23 aprile non solo viene celebrata la giornata mondiale del libro, ma anche la festa degli innamorati. Scambiamo libri e rose in una giornata che trascorre per strada. Ovunque potete trovare bancarelle di rose, di libri e di draghi. Sì, proprio di draghi. Potete leggerne l’origine cui. Sebbene sia un giorno feriale sempre si trova un po’ per passeggiare, per annusare l’aroma delle rose, per girongolare, sfogliare i libri e alla fine sceglierne uno o due, o... Com’è difficile la scelta!

Per questa giornata specialle ho fatto un elenco di libri da consigliarvi (dopo aver verificato che erano stati tradotti in italiano).

Se vi piace la poesia, prendete un volume di Konstantinos Kavafis, un autore greco del novecento.

Se invece preferite i romanzi, l’autrice Tracy Chevalier ci offre un’opera deliziosa La ragazza con l’orecchino di perla. La copertina è già tanto attraente!


Per i più piccoli un racconto molto tenero con disegni bellissimi: Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari di Marcus Pfister.



E siccome a tutti vi piace la lettura, mi sa che sia interessante la riflessione che il francese Daniel Pennac fa nel saggio Come un romanzo.


Per parte mia ho già prescelto e, anche se posso comprarne altri, l’ultimo romanzo di Albert Espinosa, Brúixoles que busquen somriures perduts, sarà nel mio carrello! Trovo molto suggestivo il titolo ("Bussole alla ricerca di sorrisi persi"). Non è stato ancora tradotto in italiano. Se vale la pena, appena venga fuori ve lo faccio sapere. Di questo autore catalano avete a disposizione due titoli Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te e Se mi chiami mollo tutto... però chiamami. Non posso valutarli perché io non li ho letti, però hanno avuto un grande successo.


Perché non raccontate questa bella tradizione ai vostri mariti o fidanzati? E un buon giorno per regalargli un libro e chissà se qualcuno si ispira e vi regala una rosa!

Buon Sant Jordi e buone letture a tutti!

Tutte le immagini sono prese da Internet

lunedì 8 aprile 2013

Alla scoperta di... Erri de Luca




In nome della madre è una vecchia storia conosciuta da tutti. La storia di Maria, una giovane vergine incinta di un angelo. Come se si tratasse di un apocrifo, Erri de Luca aggiunge dettagli quotidiani, dubbi, sentimenti umani e tanta, tantissima tenerezza a quello che i vangeli ci raccontano.

Vi siete mai fermati a pensare cosa dovrebbe pensare Giuseppe della sua futura sposa nei tempi in cui le donne adultere venivano lapidate?
Vi immaginate come dovrebbero circolare i pettegolezzi a Nazaret, un piccolo paesino dove tutti si conoscevano? Riuscite a vedere Maria evitando lo sguardo accusatorio dei suoi vicini e le risate di coloro che aspettavano che nascesse una bambina?

Erri de Luca, come se fosse vissuto proprio in quell'epoca, ci racconta come è andata la vera e propria storia di Maria. Secondo me, però, dimentica un episodio che mi piace tantissimo perché lo ritengo simbolo della generosità e dell’altruismo: la visita che Maria fa alla sua cugina Elisabetta.

Invece, Erri de Luca ci parla del rapporto fra Maria e il bimbo che porta nel suo grembo. Su questo il vangelo non dice niente e credo che sia proprio interessante. Infatti tutte quelle che siamo state mamme possiamo assolutamente capire e apprezzare i particolari del legame materno.

Un’altra piccola perla di questo narratore napoletano. Da non perdere.



giovedì 14 marzo 2013

Figli ribelli dell’oscurità


Figli ribelli dell’oscurità. La casa delle bambole è il romanzo che durante qualche settimana è stato sposto nella colonna accanto e che ho già letto. Magari né il titolo né l’autrice non vi dicono un granché. Come ha fatto, dunque, questa tipa a conoscerlo? vi chiederete. Semplice, in realtà è stata Irene Zanetti a propormi la lettura di questo suo romanzo affinché io lo recensisca. È davvero un onore per me che una giovane scrittrice esordiente si sia interessata al mio modesto blog. Proverò ad essere all’altezza dell’incarico e a non deluderla.

Ecco l’argomento. Dopo le vacanze natalizie l’Istituto privato London Genius High School è sconvolto: Lara, una delle studentesse non è tornata e nessuno sa cosa le abbia successo. La polizia inizia le indagini però Lucrezia, la sua migliore amica, non ha fiducia nei metodi tradizionali e decide attuare per conto suo. Ovviamente non lo farà da sola. Conta su l’aiuto di un équipe eccezionale: i gemelli Leonardo e Sebastiano de Lorenzi e Bea. Tutti e quattro hanno in comune il peso di un trauma provvocato dalla stessa persona, Fernando de Lorenzi. Anche se Lucrezia non lo sa, lui è suo padre e la causa della disperazione di sua madre che l’ha portata fino al suicidio. Sebastiano e Leonardo, invece, lo sanno perfettamente che lui è loro padre, ma sono stati vittime della sua crudeltà. De Lorenzi non gli ha mai perdonato che sua moglie morisse partorendoli e glielo ha fatto pagare sottoponendoli a maltrattamenti fisici e psicologici sin da piccoli. Bea, per la sua parte, è stata l’amante di Fernando de Lorenzi finché ha scoperto l’esistenza dei due ragazzi. Ormai adulti, e con il padre condannato all’ergastolo, tutti e due gestiscono l’immensa fortuna famigliare e hanno a portata di mano tutto quello di cui hanno bisogno per portare avanti la ricerca di Lara. Infatti i gemelli perfino fanno finta di essere avvocati, dipendenti di una società che lavora sulla sicurezza informatica, dottori, qualunche cosa che li permetta trovare Lara. Le indagini li portano fino a un antico insegnante privato, Ben Lamatombe, complice di de Lorenzi e scappato subito dopo il processo giudiziale. Un personaggio tetro che esperimenta sui processi mentali umani usando le ragazze rapite e che il lettore conosce ormai perché vengono alternati i capitoli in cui va avanti la ricerca di Lara con quelli in cui sappiamo cosa fa e dove è la ragazza. Non voglio svelarvi la fine però vi anticipo che è adrenalinica, basta riprodurre questa frase stratta dal romanzo: “Con il potere della mente è possibile dominare il mondo.”
C’è un solo aspetto che non mi ha convinta: il passato di Bea che, nei tempi in cui frequentava Fernando de Lorenzi, lavorava come prostituta d’alto bordo e che, pur aver smesso, usa la sua esperienza per acchiappare uno dei seguaci di Lamatombe. Non è che non mi abbia piaciuto, ma forse possa essere ritenuto come poco adatto ai possibili lettori visto che Irene si presenta come scrittrice per bambini e ragazzi. Tuttavia sono consapevole che i ragazzi d’oggi sono abituati a vedere e sentire cose del genere sia nei film che alla televisione.
Invece valuto che i personaggi sono ben caratterizzati e evitano gli stereotipi. E poi, la trama è compatta, rica di intrecci e si svolge in un ambiente teso. Irene Zanetti stimola fortemente lo stato d'animo del lettore con un alto livello di aspettativa, di incertezza, di sorpresa e di ansia.

Potete trovare il romanzo e conoscere meglio l’autrice nel suo sito.

sabato 16 febbraio 2013

Il peso della farfalla



Il peso della farfalla è l'ultimo titolo che ho letto di Erri de Luca. Come può vedersi qui e qui e anche qui, è noto che questo autore mi piace. Questa piccola gioia, però, ha superato le mie aspettative. Usando la terza persona, Erri de Luca diventa la voce della sopravvivenza. Uomo e camoscio misurano le loro forze nelle montagne ripide e inospitali. Ciascuno a modo loro crede di esserene il padrone. Si osservano, si intuiscono, si sfidano. Cosa sarebbe dell'uno senza di l'altro?

Erri de Luca si cala nei loro panni, ecco la grandezza dello scrittore: riuscire a pensare non solo come un uomo -addirittura un bracconiere-, ma anche come un camoscio. Mi chiedo sul serio come ha fatto a immaginare come reagisce l'animale di fronte al pericolo, come è nel confronto con i suoi congeneri, maschi e femmine, come fa parte della natura quando salta da un ghiaione all'altro, quando sente il vento e la neve, quando annusa la primavera che si avvicina. E mi chiedo anche come ha fatto a trasmettere tutte queste sensazioni ai lettori. Una sola risposta è possibile: Erri de Luca non è soltanto un grandissimo scrittore, quella sorte di scrittori che non danno per finita un'opera finché ogni parola, ogni frase, ogni paragrafo non siano perfetti, è anche una grande persona la cui sensibilità oltrepassa

quella del resto dei mortali.



E che c'entra la farfalla, vi chiederete? Cari lettori miei, serve prendere il volume e intrufolarsi nelle sue pagine. Buona lettura.

lunedì 21 gennaio 2013

Quasi quasi cambio vita






Quasi quasi cambio vita è il romanzo di Chiara Micozzi che ho appena riletto. L'ho finito prima di Natale però fin'ora non ho avuto il tempo e lo stato d'animo di cui avevo bisogno per fare la piccola recensione che merita.

Sabrina è una ragazza trentenne. Ha un lavoro però non le piace. Invece le piace il suo ragazzo però, in realtà, non ce l'ha, anche per il momento ancora non lo sa. Infatti, dal primo capitolo Paolo appare come un uomo immaturo, un grandissimo egoista.

Sognatrice, ideallista, innamorata, Sabrina ha fatto sognare anche me seguendo i suoi passi attraverso le strade di Roma.

Gli appuntamenti con le sue amiche sono divertenti. Come se fossero adolescenti ridono per scemenze e si confidano. Il loro rapporto non è per niente superficiale, fra di loro c'è una vera e propria amicizia basata sulla sincerità.

Sabrina si trova in piena svolta, tutto intorno a lei sembra frantumarsi. Nel romanzo ci sono anche altri personaggi: Christian, le compagne di lavoro, i notai per cui lavora, le persone che conosce durante un viaggio a Berlino... Ognuno ha un ruolo decisivo per il futuro di Sabrina.

Non vi sveglierò la fine, però non vi lasciate influenzare dall titolo. Per fortuna non siamo davanti ad una fine rosa il che sarebbe stato molto brutto.

Chiara mi chiede che sia sincera e lo sarò, anche se è difficile non sentirsi influenzata dal fatto che ci "conosciamo". Il romanzo di Chiara è una storia semplice e realistica. Magari per questo mi è piaciuta, perché i personaggi, le situazioni, i sentimenti, il discorso delle protagoniste, insomma tutto l'insieme ha un'aria di verosimiglianza. Qualunche di noi, ad un certo punto della nostra vita, può identificarsi con Sabrina e le sue amiche. E poi, c'e lo stile: diretto, per niente artificioso, pieno di espressioni vivaci e colloquiali. Usa una sintassi molto chiara che rende il discorso scorrevole. Infatti, le frasi sono ben costruite e si vede che ha curato la punteggiatura.

Vi consiglio di leggerlo se non l'avete ancora fatto e chiudo con questa frase estratta dal libro che in un momento non molto lontano dalla mia vita ho dovuto ripertermi spesso:

“è fondamentale imparare a stare bene con se stessi e a non dipendere da nessuno, a contare sulle proprie forze.”

Complimenti di cuore per questo tuo romanzo esordiente, cara Chiaretta!!

mercoledì 17 ottobre 2012

Alla scoperta di... Milena Agus (2)





Ali di babbo è il secondo romanzo che leggo di Milena Agus. A dire verità, Mal di pietre mi è piaciuto di più. La storia ambientata in Sardegna è raccontata da una ragazzina che crede avere contatto con il padre che lei immagina morto però che in realtà l’aveva abbandonata da piccola. Oltre a questo rapporto magico, nel romanzo si trovano personaggi bizzarri come Madame che pur essendo povera non vuole vendere la terra il che la farebbe diventare ricca. Un altro personaggio affascinante è il nonno della ragazzina che ha un carattere forte e le idee chiare e che ha un ruolo essenziale nello sviluppo della trama.

Madame dice que “senza magia la vita è solo un grande spavento”. Per me la dose di magia di questo romanzo è eccessiva. Non ve lo sconsiglio, soltanto esprimo il mio modesto punto di vista, però io non mi sono sentita presa dalla lettura.

domenica 16 settembre 2012

Novità e lettura



Il corso scolastico è già iniziato. L’atmosfera è tesa. I tagli del governo hanno caciato via tanti compagni di lavoro che adesso sono in cassa integrazione. Ci costringono a lavorare più ore e invece hanno abasato gli stipendi. Ci sono 40 alunni per classe circa. Inoltre la situazione politica ha fatto un giro inaspettato: per i catalani l’idea di diventare un paese con stato proprio non è già un’utopia, ma un progetto a portata di mano. Serve aspettare, mantenere l’illusione e lottare per riuscire a ricuperare quello che ci hanno tolto trecento anni fa.

Comunque in questo mare d’incertezze, ho saputo trovare aspetti positivi che mi stimolano. Anche se all’inizio è stata una notizia che mi ha lasciata senza fiato, mi sto godendo tantissimo la nuova materia che devo insegnare quest’anno: la letteratura universale è un vero e proprio piacere. E poi c’è la sfida più importante per me: un’ora settimanale di italiano per ragazzi di tredici anni! Venerdì ho fatto la prima lezione ed è andata benessimo. Non sto più nella pelle!

Durante l’estate ho letto il romanzo che mi ha regalato la mia cara amica Federica, Fai bei sogni. 



Non so cosa aggiungere a tutto quello che è già stato detto a proposito di un libro che ha avuto un successo così grande. Comunque ci proverò. Forse quello che mi ha sbigottita è scoprire che la storia che Massimo Gramellini ci racconta è la sua storia. Tutte le perdite sono dolorose però non riesco a immaginare niente di peggiore per un bambino che perdere la mamma. Perciò calarsi nei panni del protagonista fa venir la pelle d’oca. Anche perché alla perdita terribile si aggiunge la paura di vivere, di conoscere la verità, che al protagonista viene rivelata quarant’anni più tardi. Un bambino diventato adulto che lotta contro la solitudine, contro il senso di abbandono, e che cerca l’amore in maniera incessante. Immagino che molti di voi l’avete già letto, ma se non ne avete avuto l’occasione, vi dico davvero che vale la pena.

Buona settimana!





giovedì 6 settembre 2012

Vi consiglio...



Quest'estate è stata fruttifera per quanto riguarda la lettura. Ho letto soltanto un libro in italiano, invece ho letto tanti libri in catalano. Tra tutti voglio consigliarvi un romanzo di Jaume Cabré, Io confesso. 
 
 
 

L'ho cominciato durante il mese di luglio e l'ho messo nella valigia. Malgrado il volume e il peso, è viaggiato con me fino a Italia perché non potevo smettere la lettura. Infatti, si tratta di un grande romanzo in tutti i sensi. 988 pagine emozionanti, 177 personaggi, scenari diversi che portano il lettore a luoghi ed epoche storiche che apparentmente non hanno niente a che vedere. Con una facilità allucinante Cabré passa dalla attualità alla Barcellona degli anni cinquanta oppure alla Catalogna dei primi anni del XX secolo e perfino del XIV e XV secoli. Però il lettore si trova anche con l'ambiente della Europa dei XVII e XVIII secoli (Parigi, Cremona...) e quello dell'Europa durante la seconda guerra mondiale. 

L'ho finito proprio a Soave, un paese vicino a Verona dove abbiamo soggiornato durante due settimane. E girando per la Feltrinelli, l'ho trovato tradotto in italiano. Che fatalità! Perciò ve lo consiglio vivamente. Inoltre se lo leggete fate un contributo alla difusione della cultura catalana. Da non perdere.

Durante queste vacanze abbiamo girato per il Veneto e per l'Emilia Romagna, ho fatto lezioni d'italiano a Verona, ho ritrovato le mie amiche Mammasorriso e Manuela e si conferma che anche se ci separano mille due cento chilometri ci sentiamo vicinissime e che abbiamo tantissima voglia di stare insieme, di raccontarci le nostre cose... Però che purtroppo il tempo è limitato. Ma che gioia poter trovarsi almeno per un po'! 

Sono stata assente perché ho fatto molte altre cose e me la sono goduta tantissimo. Adesso ho iniziato a lavorare un'altra volta e la quotidianità comincia a ritornare alle nostre vite. Spero riprendere anche l'attività sul blog. Buon rientro a tutti.

sabato 21 luglio 2012

Aggiornamento Leggiamo










Ho rimandato per un po' l'aggiornamento della sfida Leggiamo. Mi rendo conto che sono un po' pigra per quanto riguarda i saggi. Invece ho aggiunto un paio di titoli che mi hanno raccomandato e che, addirittura, ho già letto. Durante questo secondo trimestre mi ho goduto la lettura di tre romanzi e un libro delizioso per l'infanzia.:

Pane e tempesta di Stefano Benni
Quando la notte di Cristina Comencini
Mani calde di Giovanna Zucca
e Lo stralisco di Roberto Piumino

Spero recuperare il tempo perso durante le vacanze.




Buon fine settimana a tutti.

mercoledì 28 marzo 2012

Aggiornamento Leggiamo e vacanze romane


Finisce il primo trimestre dell’anno. È arrivata già la primavera. Si respira un’aria di ottimismo quando i giorni sono più lunghi. E faccio bilancio di quello che ho letto. Non è male. Se la media continua forse ce la farò a leggere tutto quello che mi ho proposto. Per il momento ecco i titoli letti finora:

·         Pinocchio, Carlo Collodi, Rusconi Libri
·         Un sabato, con gli amici, Andrea Camilleri, Mondadori
·         I pesci non chiudono gli occhi, Erri de Luca, Feltrinelli
·         Laura a la ciutat dels sants, Miquel Llor, Proa
·         Partita a calcio con Pasolini, Giuseppe d’Ambrosio Angelillo
·         Cròniques de la veritat oculta, Pere Calders, Proa
·         El respirar dels dies, Josep Maria Esquirol, Paidós

E adesso pausa obbligata di lettura di libri e purtroppo anche di contatto con i blog (almeno così approfondito come io vorrei). Perché finisce anche il trimestre scolastico e doviamo consegnare le pagelle prima delle vacanze. Perché devo preparare le valigie. Roma ci aspetta. Ci sono stata soltanto d’estate e penso che dev’essere bellissima di primavera. E questa volta non ci vado da sola per studiare. Adesso partiamo tutti e cinque. E mi fa tantissimo piacere poter mostrare alla mia famiglia tutti quei luoghi meravigliosi di Roma in cui sono stata e portarli in quella gelateria speciale e in quella pizzeria con il forno a legna che mi ha fatto conoscere un amico tanto tempo fa. Non vedo l’ora di passeggiare insieme per il Lungotevere dimenticando preocupazioni e lavoro.

La colpevole di questo viaggio è la mia figlia piccola. Vi spiego: da qualche anni, diciamo tre o quattro, è diventata un’appassionata della storia antica, degli scavi, dei musei archeologici. Ogni state, quando io partivo per Roma, lei restava sconfortata e avrebbe voluto accompagnarmi. Il prossimo 6 di maggio compie dieci anni e addirittura il 20 di maggio farà la Prima Comunione. Tutta la famiglia ci è messa d’accordo per farle un dono che non dimenticarà mai: un viaggio a Roma. E oltre alle strade e le piazze della città visiteremo il Colosseo, il Palatino, il Foro, le terme di Caracalla, le catacombe di San Callisto e Ostia Antica. Speriamo che tutto sommato soddisfaccia la sua voglia di vedere pietre antiche. Arriviamo la domenica sera, quindi dal 2 al 5 aprile saremo a Roma. Se qualcuno di voi vuole rintracciarmi fatemi sapere.

E, per se non posso aggiornare il blog prima di partire, auguro a tutti

BUONA PASQUA!!!!!

giovedì 15 marzo 2012

Alla scoperta di... Erri De Luca (2)


Mi sono avvicinata a I pesci non chiudo gli occhi di Erri De Luca consigliata dalla mia amica Manu. Non conoscevo questo autore e in poco tempo è passato a far parte della mia vita letteraria. Innanzitutto la mia insegnante di italiano ci ha fatto leggere e ascoltare un suo poema come ho già raccontato qui. Poi ho cominciato a leggere questo breve romanzo. Da sempre mi sono piaciuti gli scrittori che sanno guardare la vita dal punto di vista della fanciullezza. Non è facile calarsi nei panni di un bambino, quasi un pre-adolescente, pensare ed esprimersi come lui, senza cadere in uno stile artificioso. Invece Erri De Luca lo fa magistralmente. Malgrado la sua età, De Luca diventa la voce di un ragazzino di dieci anni in un romanzo di formazione. Una voce che riflessiona con grande lucidità sui grandi argomenti umani: l’amicizia, l’amore, la fedeltà e la giustizia in un’epoca segnata dal dopoguerra, dalla povertà, ma anche da sentimenti proprio intensi. E tutto con uno sfondo intimo, quello che da il mare: le spiagge, i pescatori, l’attrezzatura da pesca, i suoi abitanti e coloro che ne fanno parte soltanto d’estate. Un mondo che non mi è straneo perché io abito in un paese tradizionalmente dedicato alla pesca e inoltre qualcuno nella mia famiglia è stato pescatore. E un campo lessico che si è arricchito grazie a questo romanzo. Addirittura ne ho apprezzata la brevetà: in poche pagine De Luca riesce a trasmettere al lettore una intensa semplicità e il racconto scorre agevolmente.

Mi piace che oggi sia stata presentata la traduzione in catalano dell’ultimo romanzo di Erri De Luca. Penso che sia un autore che valga la pena conoscere oltre le frontiere italiane e precisamente questo libro intriso di mediterraneismo. Perché il Mediterraneo invece di separare culture, le fa diventare più vicine.

La conferenza, tenuta in una biblioteca di Barcellona, è stata proprio interessante, emotiva, anche divertente, da non dimenticare. L’ho visto come un uomo rivoluzionario, cioè compromesso con la società, con quello che lui ritiene giusto. Come un uomo sensibile che dalla sperienza con le donne può affermare che il genere femminile sia la versione sofisticata di quello maschile. Come un uomo con un grande sentito dell’umore che ha detto che un rivoluzionario diventa presidente oppure bandito e che, siccome lui non è diventato presidente, ha chiesto al pubblico di estrarre le loro conclusioni. Come un uomo tenere quando ha detto che il primo bacio (il che accade nel romanzo) non sia dolce ma salato. Anche lui si è presentato come una persona raggiungibile, vicina, pronta a rispondere le domande che alcune persone del pubblico gli hanno posto, con la sua voce calma e profonda.

Ah! Ce l’ho fatta. Ecco il momento in cui scrive la dedica nel libro.


E la dedica.


Sono arrivata a casa tarde, stanca, però felice. E siccome domani sarà un giorno impegnatissimo, prima di andare a letto ho voluto pubblicare il post che ho già cominciato a scrivire sul treno. Avvicinatevi a Erri De Luca, non vi deluderà. Buon fine settimana a tutti.

domenica 11 marzo 2012

Sono emozionata


Avete visto nella colunna accanto cosa stò leggendo? In realtà, il libro l'ho già finito, però a me piace rileggerlo e cercare qualche parola che non ho capito e che ho sottolineato durante la lettura. Perciò non ho ancora fatto la recensione di questo romanzo di Erri de Luca che, vi anticipo, ho trovato delizioso. Qual è allora la novità, vi chiederete? La novità che mi causa questa grandissima emozione è che Erri di Luca sarà a Barcellona per presentare la traduzione in catalano del suo ultimo romanzo, "I pesci non chiudono gli occhi". Non si può chiedere di più. Non vedo l'ora di conoscere di persona questo autore di cui ho conosciuto prima la poesia dei romanzi. E sì, dico conoscere perché proverò a ottenere da lui una dedica per il mio libro. Ce la farò? Vi racconterò tutto dopo la presentazione che si terrà il prossimo giovedì 15 marzo alle ore 19.00 in una biblioteca della capitale catalana.

venerdì 10 febbraio 2012

Alla scoperta di... Andrea Camilleri


Da qualche giorno ho finito la lettura di Camilleri però fin’ora non ho avuto il tempo di scrivere la recensione. Per me è stato il primo contatto con questo autore. Ne avevo sentito parlare agli insegnanti dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona però non ne avevo letto nemmeno un brano. Un sabato, con gli amici è un romanzo. All’inizio un po’ confuso per me. Il primo capitolo presenta sette momenti dell’infanzia di sette bambini che non hanno a che vedere fra loro. Più avanti gli stessi personaggi, che in questo momento hanno già un nome, sono diventati adolescenti e le vite di alcuni di loro cominciano a incrociarsi. Inoltre troviamo capitoli che raccontano il presente ormai adulto di questi sette bambini che alla fine sono diventati amici. Una volta superato questo scoglio di comprensione -magari abbia a che vedere con la lingua, altrimenti meglio me ne vada in pensione-  ho cominciato a godere della lettura.

Anche se è un romanzo, davanti a quei personaggi, allo spazio e all’ambientazione mi sembrava di essere seduta di fronte al palcoscenico. E poi, cercando informazione su Camilleri ho scoperto che lui è anche un drammaturgo.

Sette amici a chi il passato presenta i suoi conti quando arrivano all’età adulta. Perché ciascuno ha un piccolo o grande trauma dell’infanzia inoltre a tutto quello che si aggiunge durante la giovinezza. E quando tutto sembra incanalato nei binari della stabilità, durante una cenatta, vengono fuori la fragilità, la debolezza psicologica, le delusioni e i turbamenti che avevano nascosto in qualche zona segreta della loro coscenza.

Camilleri regge le loro vite in un dramma che non ci lascia indifferenti perché è morboso, stravolgente e, a volte, assurdo. E tutto con uno stile tagliente e diretto e un linguaggio secco e affilato.

Un sabato, con gli amici ha  142 pagine ed è stato pubblicato da Mondadori.

giovedì 5 gennaio 2012

LeggiAmo

Mi piacerebbe aderirmi alla sfida che propone Mogliemammadonna nel suo blog, però devo ammetere che sono tante le mie limitazioni con la lingua. Quindi scrivo qui la mia proposta di lettura per il 2012 che come potete comprovare è ridotta a metà. Spero che mi farete questa considerazione. Ho anche incluso i titotli in catalano che sono sicura di leggere e prometo che se riesco a leggere tutto questo e no è ancora finito l’anno, cercherò altri titoli.

Libri per l’infanzia

•    Pinocchio, Carlo Collodi, Rusconi Libri

Romanzi

•    Un sabato, con gli amici, Andrea Camilleri, Mondadori
•    Pane e tempesta, Stefano Benni, Feltrinelli
•    I pesci non chiudono gli occhi, Erri de Luca, Feltrinelli
•    La strada, Cormac McCarthy, Einaudi
•    Quando la notte, Cristina Comencini
•    Ali di babbo, Milena Agus, Nottetempo
•    Jo confesso, Jaume Cabré, Proa
•    Laura a la ciutat dels sants, Miquel Llor, Proa

Racconti

•    Racconto di Natale, Giuseppe d’Ambrosio Angelillo, Acquaviva
•    Partita a calcio con Pasolini, Giuseppe d’Ambrosio Angelillo, Acquaviva
·         Cròniques de la veritat oculta, Pere Calders, Proa

Saggi

•    L’insegnamento linguistico oggi. Atti del Convegno per insegnanti di lingua (Roma, 8-10 maggio 2002) a cura di Christopher Humphris, Dilit International House.
•    Lao Tzu. Tao Te Ching, a cura di Brian Browne, Mondadori
•    El respirar dels dies, Josep Maria Esquirol, Paidós
•    Manuale di letteratura italiana medievale e moderna, Alberto Casadei e Marco Santagna, Editori Laterza (vale se mi dedico al paragrafo del primo ottocento?)

Poesia

•    Lo specchio della mente, Dante Maffìa, Croceti Editore
•    Les poesies de C. P. Cavafis a cura de Joan Ferraté

BUONA LETTURA A TUTTI!!!!

giovedì 24 novembre 2011

Alla scoperta di... Erri De Luca


Durante l'ultima lezione d'italiano, l'insegnante ci ha fatto ascoltare questo poema di Erri De Luca recitato da lui stesso.

https://www.youtube.com/watch?v=SGfXS45CNOU

A me ha coinvolto, l'ho trovato molto sensibile. Per me rappresenta la profondità delle cose semplici, di tutto quello che a volte non sappiamo valorare perchè ci siamo già abituati. Ascoltatelo, ne vale la pena. Pensavo comprare un suo romanzo (I pesci non chiudono mai gli occhi) a Verona, però sono sicura che prenderò anche un volume della sua poesia.

E poi l'insegnante ci ha proposto un compito che mi è piaciuto un sacco: fare la nostra versione della poesia di Erri De Luca. Eccola! Non siate troppo esigenti con me: è il mio primo poema scritto in italiano, non tradotto dal catalano.



Considero valore l’alba che ci sorprende ancora abbracciati, le chiacchiere delle vicine, i miagolii dei gatti, il rumore della città che si sveglia.

Considero valore un cappuccino bevuto lentamente di fronte a te, l’aroma del pane appena fatto, l’odore delle strade quando cadono le prime gocce di pioggia.

Considero valore il buongiorno dell’autista del 64, una nuova giornata di lavoro, il problema che si può risolvere e quello che rimane, il sorriso di un compagno, la foto di un bambino attaccata in un angolo dello schermo.

Considero valore ritrovare un’amica, passeggiare insieme, ridere per tutto, provarsi vestiti che forse non compreremo. E darle un consiglio e serbare un segreto.

Considero valore fare la spesa, comprare quei cioccolatini che ti piacciono e volare a casa per una bella serata.

Considero valore godersi il tramonto, sentire un leggero brivido, notare il calore del tuo abbraccio e la dolcezza di un bacio sulla guancia.

Considero valore vedere insieme un film di Benigni, addormentarsi sul divano, spegnere le luci, ascoltare il silenzio della notte.

Considero valore il ricordo dei valori che non possiamo ormai condividere.

Teresa Guiluz

sabato 19 novembre 2011

La via del guerriero di pace



La via del guerriero di pace è un’autobiografia romanzata. È la storia di un ginnasta professionista, Dan Millman, che a diciotto anni vinse il Campeonato Mondiale di Trampolino a Londra. Così fu accettato nella squadra olimpionica degli Stati Uniti. Un accidente stradale in cui si ruppe le ossa della gamba destra, cancellò tutti i suoi sogni e il suo futuro come sportivo di élite. I dottori gli dissero che avrebbe avuto problemi motori per sempre e il suo allenatore mise un altro sportivo al suo posto.

Dan, però, non si arrese e fece il miracolo di ricuperarsi della lesione soltanto in un anno, aiutato da Socrate, un vecchio benzinaio che gli insegnò il valore di servire gli altri e la necessità di vivere nel presente. Socrate gli fece assaporire le piccole azioni quotidiane come mangiare, camminare, respirare... Insomma, La via del guerriero di pace è un viaggio all’inferno e ritorno, la storia di una rinascita.

La lettura è gradevole e ci sono momenti di riflessione brillanti:

“Non puoi fare nulla per cambiare il passato e il futuro non sarà mai esattamente come lo pianifichi o come vorresti che fosse. Il guerriero è sempre qui e ora. Le tue sofferenze, le tue paure e la tua rabbia, i tuoi rimpianti e i sensi di colpa, le invidie, i programmi e i tuoi desideri esistono soltanto nel passato o nel futuro.”

“La cosa triste non è la morte, ma il fatto che la maggior parte della gente non vive realmente.”

“Ho lottato con le illusioni per tutta la vita, preoccupato per ogni minimo problema personale. Ho dedicato la mia vita a migliorare me stesso senza mai vedere il vero obiettivo della ricerca. Volevo che il mondo andasse come volevo io, sempre priggionero della mia mente, preoccupato solo di me, di me, di me... Il gigante era questo me, questo ego, questo piccolo io con cui mi sono sempre identificato. E l’ho fatto fuori!”

“Incarna ciò che insegni, e insegna solo ciò che hai fatto tuo.”

Il libro porta un sottotitolo: Un libro che cambia la vita. Infatti ci sono tanti testimoni che parlano di come la lettura di questo libro ha influenziato nella loro vita. Penso che sia possibile. Nel mio caso, però, non è stato così, forse perchè io pratico lo yoga una volta alla settimana e perchè medito diariamente da sola a casa e poi appartengo a un gruppo di meditazione e ci riuniamo anche una volta alla settimana per meditare insieme e condividere le nostre sperienze. Inoltre, di solito applico alle mie azioni quotidiane la respirazione cosciente e provo a vivere nel presente.

È un libro che può servire a trovare la giusta motivazione e l’entusiasmo per le sfide della vita, che può aiutare a imparare ad avere il dominio della mente, a svelare le domande a cui non si sa trovare risposte.
Secondo me però ci sono passaggi troppo fantastici che demeritano quello che dovrebbe essere una storia vera. Direi di più, possono creare un’immagine falsa e soprannaturale di tutto quello che ha a che vedere con la via del guerriero: la consapevolezza, la meditazione, il rapporto fra mente e corpo.

Se i libri di self-help non vi piacciono non vi preoccupate, La via del guerriero di pace è un libro di crescita personale, un racconto epico che ha le sue radici nella quotidiànità.