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sabato 4 aprile 2015

La mia prima opera drammatica

Cari lettori,

Innazittutto voglio ringraziare Ros che con il suo commento sul post precedente mi ha fatta risvegliare. Infatti, in questo periodo di silenzio sto facendo delle cose belle. Oltre il master, del quale manca soltanto la tesi finale, mi sono intrufolata nel mondo della creazione letteraria. Mi sono immersa in un'avventura affascinante. Mi pare di stare sognando e invece è vero, reale. È una storia lunga. Proverò a riassumerla per condividere con voi la mia gioia.

L'anno scorso ho scritto un testo drammatico protagonizzato dagli scrittori le cui opere i miei alunni avevano letto durante il corso di letteratura catalana. Loro ne hanno fatto una lettura drammatizzata per i loro colleghi. È stata una bella esperienza perché così i ragazzi si sono calati nei panni degli autori.

Ad ottobre, per caso, durante un evento culturale in biblioteca ho conosciuto un regista di teatro e parlando di questo e di quello gli ho raccontato quest'esperienza. Si è interessato e mi ha chiesto di allungare il testo. Lui lo produrrà con attori veri!!! Figuratevi, sono emozionatissima!! Ma che lavoraccio!!! Le mie giornate, da sempre piene di cose, sono diventate intensissime!! E venerdì prossimo, 10 aprile, se ne farà una lettura drammatizzata e ci sarano diverse personalità del mondo culturale e academico della Catalogna. Serve dire che sono nervosissima e che penso che morirò dalla vergogna?
Ecco il cartellone:

 Traduzione: L'elenco. Sei autori cercano lettori.
Non vorrei che tante emozioni mi distrassero di augurare a tutti una buona Pasqua!!!

lunedì 25 aprile 2011

Milano?

Milano? Ma come mai ve ne andate a Milano? Ci sono tante città molto più belle da vedere in Italia... Tutti mi guardano stupiti. Non capiscono niente. Per la generazione dei miei, Milano è una città industriale senza attrattive tranne il Duomo. Per la mia generazione, Milano è la capitale della moda a prezzi altissimi. Al di là dei topici, in prattica ho scelto la capitale lombarda per godermi da alcuni giorni di vacanze per un motivo importante: conoscere dal vivo la mia amica di penna. In qualsiasi città italiana avessi potuto sentir parlare italiano, soltanto a Milano tante parole, tante lettere sono diventate un paio di occhi azzurri, un bel sorriso e una voce. La voce giovane ma riposata, dolce ma sicura della mia cara amica Manu.

Mi sento privilegiata di godermi dalla sua compagnia. Lei è stata una guida eccezionale. Infatti dalla sua mano abbiamo scoperto i chiostri dell’università, piccoli gioielli di solito nascosti agli occhi dei visitatori; la chiesa di San Gottardo in cui non c’era nessun turista; la casa degli omenoni che perfino alcuni milanesi sconoscono; Brera e i suoi strade piene di gente, negozi, ristoranti, piazzali, fiori...

Anche per la Lombardia i suoi consigli sono stati azzeccati, sopratutto Varenna, un paesino bellissimo coronato dal Castello di Vezio. La salita, anche se abbiamo sudato, vale la pena. Il castello si affaccia sul Lago di Como e la vista è davvero indimenticabile.




L’anedotto divertente sono i fantasmi che si trovano qui e qua e che creano un’atmosfera fantastica la quale è piaciuta tantissimo alle bimbe.


E poi, il sole primaverile, le risate, le chiacchierate, le ore passate scegliendo libri alla Feltrinelli, i gelati, la colomba pasquale, le pizze, la fiera del mobile...

Insomma, a tutti quelli che mi guardavano strabiliati io gli dico: Milano, sì!!

sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua


Tra l’inverno e la primavera, la domenica di Pasqua è un’esaltazione della fertilità e della rinascita. Le ouva e i conigli simbolizzano questo rinascere della natura. Il nome inglese, Easter, viene dalle feste organizzate in ommaggio a Eostre, dea della primavera e dell’alba. I suoi simboli erano la lepre e il ouvo. Oggi ci si regala uova di cioccolato oppure ci si nasconde uova che verrano trovrate dai bambini nel giardino o in qualsiasi cantuccio.

I giorni precedenti alla Pasqua sono andata a trovare una amica blogger, Manuela, a Milano. Le ho portato una coniglieta fatta da me, l’altra la ho regalata a un’altra mia amica.

A casa, anche le mie figlie hanno voluto augurare la Pasqua alle sue amichette perciò, un po’ aiutate da me, hanno fatto uova e biglietti di auguri. Ve li lasciamo qui per dirvi

BUONA PASQUA





Prometto que il racconto delle vacanze a Milano arriverà presto!