domenica 21 luglio 2013

Cos'altro si può aggiungere?

Sono tornata. Rilassata, felice, encora un po' più innamorata dell'Italia. Ritorno proprio intenso: fare la spesa, sistemare la casa, ritrovare famiglia e amici. Ieri siamo andati a prendere la mezzana, oggi la piccola. Questa sera saremo tutti insieme dopo quindici giorni.

E io sono stata a Colle di Val d'Elsa. Nel cuore della Toscana. Da Federica. E cos'altro posso aggiungere a tutto quello che lei ha ormai raccontato in questo delizioso post? Lo so: un enorme


                             GRAZIE

per l'accoglienza
per la conversazione
per la compagnia
per non farmi sentire un'ospite ma una in più della famiglia
per la sua fiducia in me
per i segreti condivisi
per le risatte
per le esperienze vissute
per...

La lista sarebbe davvero interminabile.

Vorrei riabbracciarla. Vorrei ricambiare. Accogliere lei e la sua famiglia da me. Speriamo che gli astri ci siano favorevoli. Credo di sì perchè lei è proprio una stella scintillante.

giovedì 11 luglio 2013

Il risultato



È arrivato il voto da Roma. Ci voleva un 60 per essere promossa e ho avuto un 84. Sono contenta, sì. Però dopo l’entusiasmo del primo momento ho provato una grandissima paura. Il livello C2 è praticamente madrelingua e io ho ancora tanti dubbi, faccio tanti errori, mi tuffo nel vocabolario tante volte... “Io solo so che non so niente” disse Socrate, meglio non dimenticarlo altrimenti l’ego va alimentato.

E domani parto per la Toscana!! Non vedo l’ora di staccare la spina, soprattutto dopo una settimana con l’imbianchino per casa.

domenica 30 giugno 2013

Alla scoperta di... Pier Paolo Pasolini



Le cose non accadano per caso. Ieri è stato uno di questi giorni in cui gli astri si sono schierati in un modo particolare, direi quasi magico. Vi racconto per ordine.

1. La mia cara amica Manuela Raganati ha pubblicato il suo primo libro, l’ibook Lo sguardo urbano di Alì dagli occhi azzurri, un saggio che lei definisce come un “viaggio all’interno della Roma di Pier Paolo Pasolini”. Alì dagli occhi azzurri (1965) è una raccolta di racconti, Manuela ne ha fatto lo studio e ha aggiunto numerosi materiali bibliografici e multimediali per approcciare ai lettori uno dei grandi profeti di sempre, uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi. Un’opera ben scritta e curata sin nel minimo particolare che intravede una grande scrittrice. Tantissimi auguri per quest’opera di esordio!




2. Dal 23 maggio al 15 settembre del 2013, il Centre de Cultura Contemporània de Barcelona presenta la mostra PASOLINI ROMA. Ieri ci sono andata con un gruppo di studenti del Centro Culturale Ama l’Italiano dove frequento le mie lezioni.
La mostra è un approccio allo scrittore e regista italiano Pier Paolo Pasolini (1922-1975) nei confronti di Roma. Così il visitatore si avvicina a tutto quello che definisce Pasolini: la poesia, la politica, il sesso, l’amicizia, il cinema, l’impegno civile.
Cesare, una guida eccezionale, ci ha portato per tutto il percorso delle sei sezioni cronologiche che corrispondono a sei tappe vitali e creative di Pier Paolo Pasolini. Inizia con l’arrivo a Roma nel 1950 e chiude a novembre del 1975, quando fu assassinato sulla spiaggia di Ostia. Le sue spiegazioni chiare, oserei dire uscite da una profonda ammirazione per il poeta, pure gli aneddoti raccontati hanno fatto che le due ore di durata della visita abbiano scorse rapide.

Oltre la città che l’accolse dopo aver fuggito dal Friul, Roma è uno spazio di riflessione e di lotta. Infatti, a partire dell’osservazione della capitale, Pasolini analizza i cambiamenti dell’Italia e degli italiani degli anni sesanta e settanta.
Paolini fu un personaggio controverso, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi italiana, ma anche nei confronti del sessantotto e dei suoi protagonisti.

La mostra si potrà visitare nel Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 3 marzo all’8 giugno del 2014. Da non perdere.



3. Anche ieri sera si è svolto un grandissimo avvenimento per il mio paese. Un concerto al Camp Nou con 90.000 spettatori e 400 artisti, non solo catalani, ma provenienti anche da Spagna, Germania, Italia e Grecia.

Un gesto della società civile per reclamare, attraverso il linguaggio universale della musica, il diritto del popolo catalano e di tutti i popoli del mondo di poter decidere liberamente e in maniera democratica il proprio futuro. Vi ricordo che l’11 settembre 2012, più di un milione di persone manifestarono a Barcellona con il desiderio di poter esercitare la propria sovranità e diventare stato indipendente. Il concerto per la Libertà vuol essere una nuova occasione perchè la voce del popolo sia ascoltata dentro e fuori la Catalogna, ma vuole essere anche un avvenimento che contribuisca a implicare tutti nella costruzione del futuro dell’intero paese.

Il concerto è stato grandissimo successo che servirà per avere più forze per la catena umana prevista per settembre e per raggiungere l’obbiettivo della consulta. 



Vi chiederete che cosa c’entra il punto 3. Leggete questo brano scritto da Pasolini, che appena ieri non solo mi è apparso come un ammiratore e traduttore di autori catalani ma anche come un difensore della mia amata lingua.

“La dittatura fascista di Franco ha condannato la lingua catalana al più duro ostracismo, spungendola non solo dalla scuola e dai tribunali, ma dalla tribuna, dalla radio, dalla stampa, dal libro e perfino dalla Chiesa. Ciò nonostante gli scrittori catalani seguitano a lavorare nelle catacombe in attesa del giorno, forse non lontano, in cui il sole della libertà splenderà di nuovo su questa lingua, erede della provenzale, che fu la seconda in importanza –dopo l’italiano– nel Medio Evo e che oggi è parlata in Spagna, in Francia (Pyrénées Orientales) e in Italia (Alghero in Sardegna) da non meno di sei milioni di persone”.

Speriamo che queste sue parole siano pure profetiche!

lunedì 17 giugno 2013

La forza di un abbraccio



La settimana scorsa è stata proprio intensa. Come sapete ho fatto due esami di italiano molto impegnativi. Fra l’uno (lunedì) e l’altro (venerdì), tre giorni dedicati ad accompagnare gli alunni che dovevano fare le prove di maturità. Secondo l’especialità di ciascuno, oltre le materie comune (catalano, castigliano, inglese, storia e filosofia), hanno dovuto fare altri quattro esami. Queste prove si svolgono all’università e glia alunni devono essere assolutamente promossi per poter cominiciare una laurea il prossimo corso. I nervi, non vi dico! Fino al punto che uno dei ragazzi, alto, robusto, barbuto, insomma tutto un uomo malgrado i soli diciassette anni, prima di entrare in aula per svolgere la prova di tecnologia mi ha chiesto un abbraccio. “Teresa, puoi abbracciarmi?” (Qui è normale che gli studenti diano del tu ai loro insegnanti). Dopo un attimino di sorpresa, subito ho detto “Certo! Ci mancherebbe! In realtà io sono qua per questo”. E l’ho abbracciato forte, forte, provando a trasmettergli energia positiva e sicurezza. Mi ha ringraziata ed è intrato in aula.

Ormai sola, avvolta dal silenzio del cortile, ho pensato alla bellezza di quella domanda insolita, al fatto che un gesto quotidiano possa assumere tanta importanza in un momento preciso, al privilegio che è che qualcuno ti ritenga una persona affidabile, insomma a tutto quanto avevo ricevuto da quell’abbraccio inaspettato.

P.S. L’esame di tecnologia è andato bene ;)

mercoledì 12 giugno 2013

Sono qua!

L’esame è finito ed io sono sfinita! Si amici miei, sono proprio alla frutta. Come vi ho già detto, qui il corso scolastico non finisce fino venerdì 21 e mi sa che quest’anno non ce la farò ad arrivare viva alla fine. Comunque sono contenta, l’esame non è andato male, anzi, direi che è andato abbastanza bene, malgrado la stanchezza. Cinque ore di esame (ascolto, competenza grammaticale, espressione scritta, comprensione del testo) di seguito (per fortuna in bagno si poteva andare!) non sono poca cosa. Credo che un 60, voto minimo per passare l’esame, possa raggiungerlo.

Durante l’orale, mi sono perfino divertita. Dopo la presentazione, la prova si svolgeva in due parti. Nella prima ho dovuto scegliere un proveurbio e commentarlo e nella seconda, ho dovuto parlare di quattro vignette in cui c’erano delle barzellette.

Sì, sì avete letto bene, ho scritto provEUrbio!!! Non so come ringraziare Eu e la sua rubrica sui proverbi. Eu, mille grazie, mi sono stati utilissimi!! Il proverbio che ho dovuto commentare non era uno degli elencati da te, però io sono furba e ho saputo portare la conversazione al punto che io volevo. Diceva: “Gli amici si vedono nel momento del bisogno”. Bhe, il significato è chiaro però addirittura l’ho messo in relazione con uno di quelli che tu hai commentato: “Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”.  L’esaminatrice non lo conosceva e me l’ha fatto persino rippetere.

Anche se venerdì devo fare ancora un altro esame perché la certificazione italiana non è suficiente per la burocrazia spagnolocatalana (roba da matti!) mi sento ormai più libera e, dopo aver scritto il post per tenervi aggiornati e non sparire completamente, proverò a leggere con calma i vostri post. 

Un caro saluto!

lunedì 27 maggio 2013

Sto studiando



Tra due settimane, avrò già fatto l’esame, quello dell’Università di Roma Tre, il livello C2. Nel frattempo ripasso i campi lessicali, provo a imparare l’uso delle preposizioni, scrivo componimenti di 300 parole circa, ascolto i telegiornali sulla RAI (per fortuna posso vederla sul computer), le mie figlie mi perseguitano domandandomi il passato remoto dei verbi irregolari... So che ho migliorato, che ho fatto passi da gigante, però malgrado tutto non mi sento sicura. Più approfondisco più mi rendo conto che ho tante mancanze. Si riesce mai a padroneggiare una lingua diversa da quella materna se non si è in contatto costante?

Se avete notato qualche errore ricorrente nei miei scritti, fatemi sapere, per favore! Le vostre osservazioni sono un tesoro per me e mi aiutano perché dietro la parola c’è un nome che la rende speciale.

Grazie a tutti per tutto quello che ho potuto imparare da voi durante questi due anni e per tutto quello che imparerò ancora.

Un bacione e a prestissimo.

lunedì 22 aprile 2013

Libri e rose per tutti




Un altro Sant Jordi. Un altro 23 aprile. Un’altra giornata primaverile dedicata ai libri, alle rose, agli innamorati.

Tutti quelli che non mi leggevate l’anno scorso dovete sapere che in Catalogna il 23 aprile non solo viene celebrata la giornata mondiale del libro, ma anche la festa degli innamorati. Scambiamo libri e rose in una giornata che trascorre per strada. Ovunque potete trovare bancarelle di rose, di libri e di draghi. Sì, proprio di draghi. Potete leggerne l’origine cui. Sebbene sia un giorno feriale sempre si trova un po’ per passeggiare, per annusare l’aroma delle rose, per girongolare, sfogliare i libri e alla fine sceglierne uno o due, o... Com’è difficile la scelta!

Per questa giornata specialle ho fatto un elenco di libri da consigliarvi (dopo aver verificato che erano stati tradotti in italiano).

Se vi piace la poesia, prendete un volume di Konstantinos Kavafis, un autore greco del novecento.

Se invece preferite i romanzi, l’autrice Tracy Chevalier ci offre un’opera deliziosa La ragazza con l’orecchino di perla. La copertina è già tanto attraente!


Per i più piccoli un racconto molto tenero con disegni bellissimi: Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari di Marcus Pfister.



E siccome a tutti vi piace la lettura, mi sa che sia interessante la riflessione che il francese Daniel Pennac fa nel saggio Come un romanzo.


Per parte mia ho già prescelto e, anche se posso comprarne altri, l’ultimo romanzo di Albert Espinosa, Brúixoles que busquen somriures perduts, sarà nel mio carrello! Trovo molto suggestivo il titolo ("Bussole alla ricerca di sorrisi persi"). Non è stato ancora tradotto in italiano. Se vale la pena, appena venga fuori ve lo faccio sapere. Di questo autore catalano avete a disposizione due titoli Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te e Se mi chiami mollo tutto... però chiamami. Non posso valutarli perché io non li ho letti, però hanno avuto un grande successo.


Perché non raccontate questa bella tradizione ai vostri mariti o fidanzati? E un buon giorno per regalargli un libro e chissà se qualcuno si ispira e vi regala una rosa!

Buon Sant Jordi e buone letture a tutti!

Tutte le immagini sono prese da Internet

lunedì 15 aprile 2013

Premio!

Oggi ritiro un premio concesso da Eu che una grande affezionata ai premi. Grazie mille per pensare a me, Eu!!

Le regole sono:
  1. Visitare e ringraziare il blogger che ti ha nominato.
  2. Ringraziare e linkare il suo sito.
  3. Rispondere alle domande "super dolci".
  4. Nominare una dozzina di blogger a cui dare il premio (io questa regola la faccio alla mia misura, quindi la riduco alla metà), creare un link nel post e avvisare postando un commento nel loro blog.
  5. Copiare e postare il premio nel tuo blog.
Le domande dolci:
  • Biscotti o torta? Torta, meglio farcita di panna e ciocolatto
  • Cioccolato o vaniglia? C'è dubbio? Cioccolato!
  • Qual è il tuo spuntino dolce preferito? Un pezzettino di... ciocolatto!
  • Quando hai maggior voglia di dolci? Ma è imprescindibile scegliere un momento del giorno?
  • Se tu avessi un soprannome "dolce", quale sarebbe? Vulcano, che è la traduzione della parola catalana "volcà" con la quale da me si nomina questo dessert, in altre parti detto "coulant". Io sono propio così, un'esplosione di energia! È un dolce che faccio ogni tanto perché è proibitivo! Eccolo!

E ora via con le premiate:

1. Cris di Via dei Tigli
2. Chiara di Le recensioni di Chiara
3. Federica di Federicasole
4. Cri di Mogliemammadonna
5. Ros di Dovevo andare in terapia...
6. Debora di Il sorriso dei miei bambini

Complimenti a tutte e buona settimana!!

lunedì 8 aprile 2013

Alla scoperta di... Erri de Luca




In nome della madre è una vecchia storia conosciuta da tutti. La storia di Maria, una giovane vergine incinta di un angelo. Come se si tratasse di un apocrifo, Erri de Luca aggiunge dettagli quotidiani, dubbi, sentimenti umani e tanta, tantissima tenerezza a quello che i vangeli ci raccontano.

Vi siete mai fermati a pensare cosa dovrebbe pensare Giuseppe della sua futura sposa nei tempi in cui le donne adultere venivano lapidate?
Vi immaginate come dovrebbero circolare i pettegolezzi a Nazaret, un piccolo paesino dove tutti si conoscevano? Riuscite a vedere Maria evitando lo sguardo accusatorio dei suoi vicini e le risate di coloro che aspettavano che nascesse una bambina?

Erri de Luca, come se fosse vissuto proprio in quell'epoca, ci racconta come è andata la vera e propria storia di Maria. Secondo me, però, dimentica un episodio che mi piace tantissimo perché lo ritengo simbolo della generosità e dell’altruismo: la visita che Maria fa alla sua cugina Elisabetta.

Invece, Erri de Luca ci parla del rapporto fra Maria e il bimbo che porta nel suo grembo. Su questo il vangelo non dice niente e credo che sia proprio interessante. Infatti tutte quelle che siamo state mamme possiamo assolutamente capire e apprezzare i particolari del legame materno.

Un’altra piccola perla di questo narratore napoletano. Da non perdere.



mercoledì 3 aprile 2013

Un gioiello architettonico



Qualche settimana fa siamo andati a visitare il Palau de la Música Catalana (Palazzo della Musica Catalana) a Barcellona. È stato progettato all’inizio del XX secolo dall’architetto Lluís Domènech i Montaner, uno dei principali rappresentanti del modernismo catalano (quello che in Italia ha ricevuto il nome di Stile Liberty), che l’ha concepito come un “giardino della musica”. Infatti la decorazione delle colonne è a mosaico a motivi floreali. Ci troviamo anche gruppi scultorei che fanno riferimento al mondo della musica come le muse o le Valchirie, ad esempio.
Però quello che stupisce di più i visitatori è la luce naturale che arriva dalle ampie vetrate laterali e il magnifico lucernario a goccia, unico al mondo. La sala concerti, quindi, può essere utilizzata anche in assenza di luce artificiale.
Mi rendo conto che con le parole non riesco a ben trasmettere l’impressione fantastica dell’insieme. Magari le foto scattate durante la visita servano a completare il discorso. In ogni modo non c’è niente di meglio che vederlo al naturale. C’è qualcuno di voi disposto a venire in Catalogna? Io vi accompagno al Palau e ovunque volete volentieri.